Il 24 ottobre, presso la Nuova Aula dei Gruppi Parlamenti a Roma, si è svolto l’evento “Ambassador per il cambiamento: un percorso contro la violenza di genere”, presieduto dall’Onorevole Martina Semenzato, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere.
Fondazione Libellula, che da 7 anni lavora per prevenire e contrastare ogni forma di violenza sulle donne e di discriminazione di genere, ha raccontato come è nata l’idea di coinvolgere le aziende per generare un cambiamento culturale per responsabilizzare la collettività sulla violenza di genere, sottolineando l’importanza di rimettere al centro la vulnerabilità e l’interdipendenza.
Sono stati diversi e interessanti tutti i contributi alla giornata, come quello della Presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali che ha sottolineato l’importanza di avere punti di riferimento sul territorio e il video della Responsabile di “Le imprenditrici” e la Presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Roma, che hanno evidenziato la rilevanza di fare rete per contrastare violenza e discriminazioni di genere. Non solo, hanno anche ricordato di non sottovalutare il fatto che la violenza fisica e psicologica si verifica anche in contesti benestanti, in cui le vittime sono donne imprenditrici o donne manager, che spesso si vergognano di raccontare la propria situazione; talvolta, alcune sono donne mono-genitori che si occupano da sole della cura di figlie e figlie e vivono quindi con grande fatica la situazione.
Le/i dipendenti delle aziende che hanno aderito al network di Fondazione Libellula e hanno partecipato al Percorso Ambassador sono state oltre 160. Un dato rilevante perché, sempre più, le aziende diventano soggetti sociali che si impegnano su tematiche che vanno oltre il loro business. Aziende che prendono una posizione pubblica e contribuiscono a portare all’attenzione dei propri dipendenti, e non solo, tematiche sociali importanti. Tre di queste imprese hanno raccontato il percorso che hanno fatto con Fondazione Libellula e hanno messo in evidenza come sia stata centrale l’acquisizione della consapevolezza sul tema, in particolare, grazie alle simulazioni e ai “giochi di ruolo”. Consapevolezza che quello che conosciamo e che arriva alla cronaca è solo la punta di un iceberg, che nasconde una quantità incredibile di episodi di violenza psicologica, economica, fisica. Consapevolezza che cambia completamente il modo di vedere le cose, di leggere le situazioni, di ascoltare.
Il percorso proposto da Fondazione Libellula ha avuto l’obiettivo di formare le figure di Ambassador, “sentinelle” presenti all’interno delle aziende con una formazione sul tema violenza di genere, per accogliere e ascoltare colleghe vittime di violenza anche nel contesto della loro vita privata. I partecipanti al percorso formativo, tra cui due dipendenti di Cascina Biblioteca – Daniele Calvani e Desi Quatela – hanno ricevuto i certificati di partecipazione. Agenti del cambiamento che si sentono responsabili e sanno di avere un compito importante, di ascolto attivo, supporto e orientamento. Fondamentale, nell’accogliere una donna vittima di violenza, è l’ascolto, con l’obiettivo non tanto di dare consigli su cosa fare, ma soprattutto di rendere consapevole la donna che non è sola e che può contare su una rete di aiuto. Ci sono persone formate, così come psicologhe e assistenti sociali sul territorio, a cui ci si può rivolgere per capire come affrontare la situazione.
Cascina Biblioteca non si ferma qui e vuole continuare a porre attenzione al tema della violenza di genere, consapevole del fatto che non basti condannarla, ma sia necessario agire e lavorare per costruire una cultura del rispetto e della parità.
Per questo ha scelto di realizzare un’iniziativa in ognuno dei suoi Beni Comuni: posizionare 6 sedie rosse vuote, in ognuna delle sedi in cui vivono e lavorano tutti i/le dipendenti. Questa è la proposta di “Posto occupato”, una campagna di sensibilizzazione sociale, virale e gratuita contro la violenza sulle donne. La sedia simboleggia il posto lasciato “vuoto” per rendere tutti consapevoli che la violenza sulle donne – fisica, economica, sessuale, religiosa, psicologica – è un problema culturale ed una responsabilità sociale. Un posto riservato per sempre ad una donna che avrebbe voluto, potuto e dovuto essere lì.
Il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, verrà inaugurata anche una nuova panchina rossa in Cascina Biblioteca, con un racconto di storie delle poche donne a cui sono state intitolate vie milanesi un aperitivo al Vagone Bar Sociale. Una panchina che si aggiunge a quella installata lo scorso anno in Cascina Nibai a Cernusco sul Naviglio e a quella del municipio 8, in collaborazione con il CDD Ferraris, che ha una targa personalizzata con una poesia scritta dalle ospiti con disabilità del centro diurno. Nel 2023 anche il municipio 3, in collaborazione con i giovani del CAG Rizzoli di Cascina Biblioteca, ha installato una panchina rossa come simbolo della lotta contro la violenza di genere. Aderiremo, inoltre, alla campagna di comunicazione di Fondazione Libellula che uscirà il 25 novembre su un importante quotidiano nazionale.
Parlare e agire è importante: ricordiamo sempre che la violenza non è un fatto privato, ma sociale, di ordine pubblico e tutti dobbiamo sentirci coinvolti per contrastarla.
22 novembre 2024






