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Due settimane di mare e autonomia

Il soggiorno del CDD Autismo a Gatteo Mare

Anche quest’anno il CDD Autismo ha scelto il Camping delle Rose di Gatteo Mare per il tradizionale soggiorno estivo. Per due settimane, due gruppi composti da 16 ragazzi e 9 educatori hanno vissuto giornate intense tra mare, relax e nuove esperienze di autonomia.

A raccontare l’avventura è Martina, operatrice veterana dei soggiorni:
«Organizzare le partenze è sempre impegnativo – spiega – bisogna pensare alle stanze, ai farmaci, alle agende dei ragazzi per strutturare le giornate. Ma una volta pronti, sappiamo che ci aspettano settimane piene di gioia».

Dopo la sistemazione nei bungalow, la vacanza è entrata subito nel vivo. Il mare Adriatico si è rivelato ancora una volta un grande alleato: tutti hanno potuto godersi la spiaggia. Kevin, Gigi, Stefano e Francesco hanno trascorso ore in acqua tra partite di pallone e gare di nuoto, con i bagnanti che si sono lasciati coinvolgere facendo il tifo. Per Enrica, alla sua prima esperienza in soggiorno, è stata l’occasione per scoprire i ragazzi in una luce nuova:
«Ho potuto vedere il loro lato spensierato e spontaneo, tipico del mood vacanziero».

Le giornate hanno preso ritmi diversi a seconda dei gusti: Miriana, Giulia e Tommaso si sono dedicati alle passeggiate lungo la riva, mentre Matteo, Larisa e Pasquale hanno preferito il relax sotto gli ombrelloni.

Grande complicità anche a tavola. Il ristorante del campeggio, da anni partner del soggiorno, ha accolto le richieste con piatti di pasta e cotolette a volontà. «È bello vedere come i ragazzi riescono a condividere la tavola, ridere e scherzare insieme, assaggiando anche piatti che al CDD non sono mai proposti» racconta Andrea, educatore che a Milano si occupa della mensa.

I pomeriggi sono stati scanditi tra momenti di riposo, bagni in piscina e animazione: Andrea e Leo non hanno resistito ai balli di gruppo. Immancabile poi il gelato serale: «Vedere il sorriso di Giorgio davanti a una coppa ripaga tutte le fatiche» sottolinea Simona.

Naturalmente non sono mancati i momenti più delicati: alcuni ragazzi hanno sofferto la lontananza da casa, soprattutto di notte. Ma è proprio qui che il soggiorno rivela il suo valore educativo: «Sperimentare l’autonomia della vita adulta è sempre difficile – spiegano gli operatori – ma sono esperienze che permettono ai ragazzi di mettersi in gioco e fare un passo in più nel loro percorso di crescita».

Dopo due settimane, il rientro a Milano ha portato con sé sentimenti contrastanti: la nostalgia del mare e la gioia di tornare a casa. Ma per tutti rimane la consapevolezza di aver vissuto un’esperienza preziosa, capace di regalare nuove energie, sorrisi e ricordi condivisi.

19/09/2025

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