Roberta, 27 anni, racconta i suoi primi mesi a Cascina Biblioteca tra timori superati, affetto ricevuto e nuove consapevolezze.
Roberta ha 27 anni, studia Mediazione linguistica e culturale all’Università Statale di Milano e da maggio ha iniziato la sua esperienza di Servizio Civile al Cse Campus di Cascina Biblioteca. Roberta, è arrivata grazie al sito delle ACLI e al consiglio di un’amica: «Mi ha detto che qui si lavorava con i cavalli, e mi ha subito incuriosito».
Abbiamo deciso di conoscerla meglio e farle qualche domanda. Ecco cosa ci ha raccontato.
Ciao Roberta, cosa ti ha spinto a scegliere questa esperienza?
«Avevo voglia di entrare nel mondo del lavoro, ma allo stesso tempo mi interessava un’esperienza che unisse il mondo del sociale al mio percorso di studi. Soprattutto, volevo capire meglio cosa voglio fare davvero “da grande”.»
Di quali attività ti stai occupando? Com’è la tua giornata tipo?
«Lavoro al CSE (Centro Socio Educativo), dove do supporto all’èquipe nelle attività quotidiane. Arrivo verso le 9.30, durante l’accoglienza, poi affianco i laboratori o le attività esterne della mattina. Pranzo con il gruppo e alle 14.30 finisco. Questo orario mi permette anche di avere il pomeriggio libero per studiare o andare in palestra.»
Anche se hai iniziato da poco, quali sono le tue prime impressioni?
«Bellissime! – dice sorridendo – Avevo un po’ di paura, perché non avevo mai lavorato con persone con disabilità, temevo di non avere l’approccio giusto. Invece mi sto trovando molto bene sia con l’èquipe che con l’utenza, è tutto molto oltre le mie aspettative.»
Qual è, finora, la tua soddisfazione più grande?
«L’affetto che ricevo. Ogni giorno me lo dimostrano: mi abbracciano, mi dicono che mi vogliono bene o che sono bellissima. Mi sento apprezzata e accolta. Fin da subito ho percepito di far parte di un gruppo.»
Secondo te, cosa si potrebbe migliorare?
«Forse la comunicazione nel bando. Non avevo capito che l’esperienza fosse così legata alla disabilità, mi era sembrato tutto molto generico. Non emergeva davvero la bellezza del posto e delle persone che lo abitano.»
Perché consiglieresti a un giovane di intraprendere un’esperienza come questa?
«Perché arricchisce tantissimo, sia a livello umano che professionale. Per me è stato il primo vero approccio al mondo del lavoro. Ho imparato a gestire meglio le dinamiche relazionali, ho acquisito più pazienza e anche il coraggio di farmi sentire, superando un po’ la mia timidezza.»
E a settembre andrai anche in vacanza con il centro, giusto?
«Sì! Parteciperò alla vacanza a Jesolo con il gruppo del centro diurno. Sarà una bella sfida, perché dovrò aiutare nella gestione di me stessa e di un’altra persona. Penso che sarà un’esperienza forte, che potrà rafforzare ancora di più il mio legame con il gruppo.»
La storia di Roberta ci ricorda quanto il Servizio Civile possa essere un’occasione preziosa di crescita, non solo professionale ma soprattutto personale, capace di lasciare un segno profondo nel percorso di chi sceglie di mettersi in gioco.
1 agosto 2025