0221591143

L’unione fa la forza

L’Associazione Zuccheribelli è parte di Cascina Biblioteca

Nel 2023 Cascina Biblioteca ha avviato un percorso di fusione con Zuccheribelli, importante associazione che operava nel quartiere Niguarda di Milano, conosciuta per i numerosi anni di attività e le tante connessioni con il territorio.

Il percorso di fusione si è concluso all’inizio del 2025 e questo processo ha generato alcune novità, tra cui, in particolare, la concreta fusione degli SFA (Servizi formazione all’autonomia) delle due realtà: ognuna di esse aveva al proprio interno uno SFA e tutti gli educatori hanno lavorato per permettere una conoscenza delle persone che frequentavano i due centri diurni, per poi avviare una effettiva unione dei centri diurni. Oggi il gruppo di ragazzi e ragazze, insieme all’equipe educativa, lavorano insieme e coabitano negli spazi di via Zanoli, 15 nello SFA SoddiSFAtti.

Da questa importante unione stanno nascendo tante idee nuove, sinergie e novità interessanti e Cascina Biblioteca ha oggi quattro nuovi colleghi, che lavorano da gennaio lavorano ufficialmente nella cooperativa. Facciamo due chiacchiere con Sabrina e Andrea, dipendenti storici dell’associazione, per conoscere meglio Zuccheribelli e il processo di fusione.

  1. Ciao Sabrina e Andrea, ci raccontate le principali attività dell’associazione Zuccheribelli?

Zuccheribelli nasce nel 2006 come associazione onlus nell’intento di promuovere iniziative sperimentali e progetti orientati alla residenzialità e all’inclusione sociale e lavorativa per persone con disabilità, anche attraverso la gestione di uno SFA (Servizio Formazione Autonomie degli “Orti didattici” accreditato dal Comune di Milano, che si avvale della coltivazione della terra secondo i dettami della terapia orticolturale) e di appartamenti dotati di attrezzature multimediali, destinati a percorsi di avvicinamento alla residenzialità e promozione dell’autonomia.

Parallelamente e spesso in sinergia con queste iniziative, l’associazione si è sin dalla sua nascita occupata di salute mentale, realizzando progetti di supporto all’abitare finanziati dal Comune di Milano in convenzione dal 2008 al 2023 con l’ASST Fatebenefratelli-Sacco nell’ambito del progetto Supported Housing. Poi, dal 2023 ad oggi, anche all’interno del progetto Recovery: entrambi gli interventi sono rivolti a persone con disagio psichico provenienti dai Centri Psico Sociali di Milano.

Zuccheribelli utilizza, da sempre, il video come strumento riabilitativo, di verifica, di testimonianza e sensibilizzazione e in particolare dal 2008, con la partecipazione alla produzione RAI Educational del documentario in quattro puntate “Vado a vivere da solo”, testimonianza di quattro utenti alle prese con la sfida dell’uscita da casa.

Nel 2019 un altro documentario, “Una trota in microonde”, testimonianza prodotta dall’associazione per i dieci anni del progetto Supported Housing, vince il premio Fausto Antonucci al miglior cortometraggio a Lo Spiraglio Film Festival della Salute Mentale di Roma. In quel contesto, nasce l’idea di collaborare con i colleghi di Roma per l’organizzazione di una rassegna a Milano, con la proiezione di una selezione di cortometraggi tratti da Lo Spiraglio Film Festival. Nasce così Cinergie, un percorso riabilitativo di gruppo che ha coinvolto utenti e operatori dei servizi di salute mentale, esperti e appassionati di cinema, che nell’arco di quattro mesi hanno lavorato alla visione, selezione e programmazione della giornata, che si svolge il 25 ottobre 2019 presso il cinema Anteo Citylife di Milano.

A questa prima edizione ne seguiranno altre nel 2022 e 2023 fino alla più recente del 29 novembre 2024 (rimandata poi a gennaio 2025) ed è già in cantiere la prossima nell’autunno 2025.

Questa doppia natura degli interventi nell’ambito della disabilità intellettiva e psichica ha sempre guidato l’associazione nella programmazione e nella pratica degli interventi, portando spesso ad azioni integrate (quali i viaggi), in un’ottica di visione complessiva dell’essere umano, di inclusione sociale e di riconoscimento di situazioni cliniche di comorbilità che, difficilmente, trovano cure adeguate. Nella pratica quotidiana l’associazione si è sempre spesa per l’accesso alle cure psichiatriche pubbliche anche delle persone con disabilità intellettive, con azioni di sensibilizzazione e di rete.

  1. Come e perché è avvenuta la fusione con Cascina Biblioteca? Con quali figure di Cascina avete lavorato a questo processo?

Dai primi contatti alla fusione sono trascorsi circa due anni, un tempo molto più lungo di quanto ci aspettavamo che, però, ha permesso il consolidamento di rapporti e collaborazioni con i colleghi di Cascina Biblioteca, che fin da subito ci hanno supportato nel processo. I nostri interlocutori diretti, sono stati la manager del bene comune Affori Niguarda, Laura Berti, e Chiara Cocch,i che ha coordinato operativamente l’integrazione dei nostri progetti e servizi nel mondo di Cascina Biblioteca.

Per quasi vent’anni abbiamo operato come piccolo ente del terzo settore (tra dipendenti e collaboratori eravamo meno di dieci), offrendo servizi ed iniziative modulati su obiettivi e bisogni delle persone e delle famiglie coinvolte con un’attenzione “sartoriale” ai percorsi individuali. Negli ultimi anni, tuttavia, i mutamenti del contesto generale hanno reso la sostenibilità di servizi e progetti sempre meno compatibile con enti di piccola dimensione, portandoci a ragionare su quali possibili sinergie sviluppare per salvaguardare e rilanciare quanto costruito negli anni.

Cascina Biblioteca è stata una scelta naturale per le affinità, entrambi abbiamo forti radici verdi e storicamente abbiamo creduto nell’integrazione tra i servizi per le autonomie, i percorsi dell’abitare e di inclusione sociale. Ci accomuna una visione complessiva della persona e del suo benessere ed il rispetto per i suoi sogni ed aspirazioni.

  1. Quali sono stati i principali benefici e le difficoltà della fusione?

La fusione è avvenuta formalmente l’antivigilia del Natale 2024, pertanto è ancora presto per una valutazione di benefici e difficoltà nell’operatività. Sicuramente, siamo entrati a far parte di una bella e giovane squadra di lavoro. Il processo di fusione è stato parallelo alla riorganizzazione in beni comuni di Cascina Biblioteca e questo ci ha, probabilmente, facilitato in termini di radicamento territoriale e raccordo con il gruppo di riferimento Affori Niguarda, con una modalità di stretta collaborazione tra aree e servizi diversi più simile al nostro funzionamento storico.

  1. Cosa è cambiato nel vostro lavoro, passando da una piccola associazione ad una grande cooperativa?

Anche per questo, è ancora presto per dirlo. Il lavoro in una piccola associazione si caratterizza per una grande flessibilità e polivalenza degli operatori, accanto a responsabilità condivise. Tutto questo deve essere ripensato nelle logiche di un sistema più grande e strutturato. La fusione può portare a sfide ed opportunità professionali per ognuno di noi e Cascina Biblioteca sta investendo sulla nostra formazione. La nostra fatica attuale è assimilare il sistema di procedure e imparare a muoverci in un organigramma più complesso.

  1. Come hanno reagito gli utenti dei servizi ai cambiamenti di operatori e di luoghi?

Da parte del gruppo di lavoro di entrambe le realtà c’è stata grande attenzione a mantenere il più possibile una gradualità nei cambiamenti, attraverso un percorso di condivisione lungo e progressivo con le persone e le famiglie coinvolte. Con riferimento allo SFA ed agli appartamenti per la residenzialità, la possibilità di conoscere nuovi coetanei ed operatori, mantenendo al contempo i propri riferimenti storici, è stata positiva ed arricchente. L’area salute mentale, essendo un’attività più specifica di Zuccheribelli, ha oggi mantenuto un gruppo di lavoro in continuità con il passato.

  1. Quali sono i progetti per il futuro?

L’opportunità più grande di questa fusione è l’integrazione e la contaminazione tra competenze, culture, ed esperienze di queste due realtà storiche del sociale milanese. Chissà se qualche sogno rimasto nel cassetto potrà vedere la luce, l’unione fa la forza…

28 febbraio 2025

A CHI SI RIVOLGE?

ARTICOLI CORRELATI