Intervista all’educatrice Marianna
Nel 2022 Cascina Biblioteca ha avviato i laboratori di outdoor education Bee Wild, un progetto che coinvolge bambini e bambine dai 2 anni e mezzo ai 6 anni.
Dopo quasi 36 mesi di attività, abbiamo fatto qualche domanda a Marianna, educatrice e pedagogista della sezione Primavera.
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Da quanto tempo lavori come educatrice qui in Cascina Biblioteca?
“Dopo sei anni di coordinamento dei nidi del Comune di Milano, a settembre sono tornata a fare l’educatrice, che è quello che ho sempre amato. Lavoro con l’infanzia dal 2005 e questo mondo ha sempre fatto parte di me. Sono arrivata in Cascina Biblioteca perché conoscevo la coordinatrice Silvia, grazie ad alcuni progetti realizzati insieme nel passato.
Lavoro per Cascina Biblioteca part-time, nel pomeriggio mi occupo di formazione per educatori per l’età 0-6, consulenza genitoriale, percorsi formativi per mamme e papà e supervisiono alcuni servizi educativi nei nidi e nelle scuole dell’infanzia.”
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Cosa ti ha spinto a scegliere questa professione?
“All’inizio mi sono persa nel mondo dei bambini/e, nel loro modo unico di esplorare e vivere il mondo, che mi ha sempre affascinata. Poi, con il tempo, mi sono innamorata anche delle famiglie: non solo del lavoro diretto con i piccoli/e, ma anche del sostegno alla genitorialità e agli educatori/trici. Oggi questo si traduce per me in un impegno verso gli adulti che si prendono cura dell’infanzia.”
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Come descriveresti l’asilo in cui lavori? Quali sono le sue caratteristiche principali?
“Un “agri nido”, un asilo in cascina, immerso in una comunità viva, dove i bambini e le bambine possono davvero entrare in contatto con le risorse del luogo: l’incontro casuale con l’apicoltore, una visita alle stalle con Alessandro o a Chiara con i cavalli… esperienze che diventano opportunità. Un contesto in cui si incontrano anche persone fragili, che offrono ai bambini/e sguardi e prospettive nuove, diverse.
E poi c’è il valore di un “tempo lento”, dove la performance lascia spazio all’ascolto, alla relazione e alla possibilità di stare davvero con i bambini/e.”
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Come integri “il bosco” e, in generale, la natura nel percorso di apprendimento?
“Per me la natura è, prima di tutto, il percorso di apprendimento in sé. I bambini/e la vivono direttamente, e da questa esperienza emergono spontaneamente spunti e aree di interesse che poi possiamo approfondire insieme. A volte partiamo proprio da lì per proporre attività più strutturate, ma sempre all’aria aperta, oppure è la stessa natura a diventare il progetto educativo, il filo conduttore che guida le nostre esplorazioni.”
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Com’è strutturata una tua giornata tipo all’asilo?
“La mia giornata tipo nella sezione Primavera segue degli orari ben precisi perché per i bambini/e, la routine, rappresenta l’orologio, gli permette di superare ansie e li rassicura su cosa andranno a fare successivamente.
Anche se gli orari della giornata sono abbastanza stabili, ogni giorno è diverso e porta qualcosa di nuovo. L’accoglienza, ad esempio, avviene tra le 8.30 e le 9.30: è un momento importante in cui diamo il buongiorno e accompagniamo le bambine e i bambini nel loro ingresso all’asilo. A metà mattina, c’è il momento della merenda e poi tante attività diverse in cascina, fino alle 12.00. Prima del pranzo, ci occupiamo del cambio e del lavaggio delle mani, per prepararci in modo ordinato e pulito al momento dei pasti. Dopo aver mangiato, arriva la nanna: i bambini/e dormono nella casetta di legno e io concludo il mio turno aiutandoli ad addormentarsi. Nel pomeriggio subentrano altri educatori/trici fino alla chiusura del nido, alle 16.30.”
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Quali attività piacciono di più ai bambini/e, secondo te?
“Non c’è un’attività che piaccia più delle altre in assoluto: dipende tutto da quello che loro scelgono , da ciò di cui sentono il bisogno in quel momento. Ci sono giorni in cui desiderano solo stare al parco giochi, e va benissimo così, perché è l’attività giusta per come si sentono. In generale, le sorprese in cascina sono sempre benvenute: l’inatteso viene accolto con entusiasmo, e spesso proprio da lì nascono i momenti più belli.”
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Quali sono le principali difficoltà che incontri nel tuo lavoro?
“Una delle difficoltà principali di questo lavoro è riuscire, ogni giorno, a lasciare fuori dalla porta le proprie fatiche personali, per poter offrire ai bambini/e una figura educativa “buona”, non perfetta, ma presente e autentica. Non è sempre facile. I piccoli/e , soprattutto in questa fascia d’età, non hanno pregiudizi — ed è una cosa meravigliosa — ma allo stesso tempo non hanno ancora sviluppato una piena capacità di empatia. Questo ti mette nella posizione di essere, in qualche modo, una spugna: assorbi le loro emozioni, i loro vissuti. Il nostro compito è proprio quello di essere il loro contenitore emotivo, di accompagnarli nel riconoscere, nominare e attraversare le emozioni. È un lavoro profondo, delicato, e molto prezioso.”
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Qual è il ricordo più bello che hai del tuo lavoro in cascina?
“Uno degli aspetti più belli è vedere i bambini/e correre liberi nella natura, sentire che il tuo “ufficio” è un cielo aperto. C’è qualcosa di profondamente sano nel lavorare in un luogo che non ha sofferto, che non porta i segni della frenesia e della chiusura. Questo ha un impatto forte anche su di noi adulti: ci aiuta a respirare, a rallentare, a stare davvero nel presente.
Alla fine, è un privilegio poter crescere insieme a loro, un passo alla volta, in un ambiente che nutre tutti: bambini, bambine, educatori, educatrici e la natura stessa.”
Per maggiori informazioni scrivici una mail ad asilonelbosco@cascinabiblioteca.it
8 agosto 2025