
FastZone: tutto è cominciato da una panchina
Fast Zone è una delle storie nate dentro Milano Street Lab, il progetto di educativa di prossimità che ci porta a incontrare ragazze e ragazzi nei luoghi che frequentano: strade, piazze, parchi, panchine.
Ed è una storia che ci piace perché dice bene una cosa.
All’inizio non c’era una squadra, c’era una panchina. Qualche chiacchiera, del tempo da passare insieme e, appena saltava fuori un pallone, una partitella in strada.
Ci siamo conosciuti così, senza appuntamenti ufficiali e senza sapere bene dove ci avrebbe portato.
Ma a un certo punto le partitelle non bastavano più. È arrivata la voglia di allenarsi davvero, di avere un campo, un giorno fisso, delle divise. E soprattutto di giocare contro qualcun altro.
Così il lunedì è diventato il giorno degli allenamenti e quello che fino a poco prima era semplicemente un gruppo di ragazzi che si ritrovava in strada ha cominciato a sentirsi una squadra.
Mancava il nome. Lo hanno scelto loro: Fast Zone.
Fast perché in campo bisogna correre. 🏃
Zone perché quella zona è il posto in cui tutto è cominciato ⚽⚡
Quando è arrivato il freddo, smettere fino alla primavera sarebbe stata la cosa più facile. Invece Fast Zone ha continuato e grazie anche al sostegno economico di Generazione Sport, gli allenamenti si sono spostati al coperto. Un passo importante per continuare a coltivare qualcosa che, nel frattempo, era diventato molto più di una partitella improvvisata.
Oggi ci sono anche le divise e a quanto pare, una certa fretta di sfoggiarle e trovare qualche squadra da sfidare.
Cosa può nascere da una panchina?
Fast Zone è una delle storie nate dentro Milano Street Lab, il progetto di educativa di prossimità che ci porta a incontrare ragazze e ragazzi nei luoghi che frequentano: strade, piazze, parchi, panchine.
Ed è una storia che ci piace perché dice bene una cosa.
Una panchina può essere vista come il posto in cui alcuni ragazzi “non fanno niente” oppure puoi sederti lì, conoscerli, ascoltare cosa raccontano, scoprire cosa gli piace, tirare fuori un pallone e vedere cosa succede.
A volte succede poco. Altre volte nasce una squadra.
La bellezza dell’educativa di prossimità, forse, è anche questa: non decidere in anticipo cosa può nascere da una panchina.
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